QUANTO SI GUADAGNA CON IL WORKING HOLIDAY IN AUSTRALIA?

INFORMAZIONI E DETTAGLI

 

 

Ho Chi Minh City, Vietnam. Giugno 2018

 

 

 

Chi mi conosce già lo sa: anni fa ho studiato in Australia, una terra che in pochi mesi mi ha accolto, viziato, s’è presa il mio cuore e non me l’ha mai più ridato.

A distanza di tempo da quel periodo felice, oggi sono di nuovo sull’altra parte del mondo. E scavalcata l’Indonesia, là dietro i monti, mi sembra quasi di vederla di nuovo, splendente come suo solito, la mia adorata “Land Down Under”.

Mi è tornata in mente stamani perché, all’Homestay, si è appena aggiunto l’ennesimo volontario sulla rotta per Melbourne. Biglietto sola andata, visto di un anno, zaino gigante sopra la schiena.

Ogni anno, infatti, migliaia di giovani della nostra età ottengono un permesso – Working Holiday Visa – e si trasferiscono in Australia per lavorare, vivere e viaggiare. Di preciso, però, cos’è, come funziona e quanto si guadagna con il Working Holiday in Australia?

 

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Cosa è il Working Holiday Visa?

Spulciando la rete, di articoli sul Working Holiday Visa ne ho trovati a bizzeffe. JustAustralia, Cambiarevita, GoStudy sono soltanto alcune delle piattaforme in cui potete trovare ottime e dettagliate spiegazioni sull’argomento. Non dovendo quindi ripetere quanto già detto da altri, provo a racchiudere il concetto in una pillola: il Working Holiday Visa (417) è un visto di un anno che consente di lavorare, full-time o part-time, legalmente in Australia.

 

Ecco, non ci voleva molto vero? 😉

 

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Costi e requisiti

Una volta richiesto il Working Holiday tramite agenzie o siti governativi, è necessario pagare 440AUD (all’incirca 300€) e attendere 18-36 giorni per ricevere conferma. Da notare che, affinché la propria application venga approvata, è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Avere tra i 18 e i 30 anni di età al momento della domanda;
  • Possedere passaporto italiano (con almeno 6 mesi di validità residua) o di uno tra gli altri paesi eleggibili (Belgio, Canada, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Giappone, Korea, Malta, Olanda, Norvegia, Svezia, Taiwan, U.K.);
  • Non essere accompagnati da figlio/i durante il periodo di permanenza.

 

Inoltre, è necessario disporre di fondi sufficienti (pari a circa 5000AUD) sul proprio conto corrente, così da coprire spese di mantenimento iniziali e futuro biglietto di ritorno. Per informazioni riguardo alle coperture assicurative, invece, consiglio di leggere questo articolo degli amici di “Vivere in Australia” per scoprire tutto quel che c’è da sapere.

 

Stipendi: quanto si guadagna con il Working Holiday in Australia?

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“È andato laggiù per raccogliere banane, tanto valeva restasse qui”. Mmmh.. non proprio.

Cominciamo col dire che il Working Holiday Visa consente di trovare impiego in settori diversi: tra questi, agricoltura e allevamento sono le opzioni più scelte, note e desiderate. E il motivo è semplice: questi lavori, definiti “specifici in aree regionali”, a differenza di altri consentono di rinnovare il visto per un ulteriore anno. Eggià: bastano infatti 88 giorni di lavoro in farm (fattoria) per poter fare richiesta e ottenere un secondo Working Holiday Visa.

Scendendo nel merito, il lavoro in farm varia dal picking (raccolta frutta/verdura) al packing (confezionamento), dal planting (coltivazione in serra o all’aperto) al pruning (potatura e cimatura), dall’allevamento alla produzione di prodotti di origine animale. Gli stipendi? Ecco qualche numero, giusto per farvi una idea su quanto si guadagna con il Working Holiday:

 

  • Raccolta frutta: 18-23$/h
  • Confezionamento: 22-25$/h
  • Taglialegna: 25$/h
  • Tessitura in una fattoria di cotone: 23$/h
  • Mietitura: 24$/h

 

Queste le medie, senza contare casi più fortunati (anche se rari) in cui, oltre allo stipendio settimanale, si riceve anche vitto e/o alloggio. Di seguito, invece, una lista di lavori e relativi salari diversi da quanto visto sopra – opzioni che, ricordo, non consentono di accedere al secondo anno di visto.

 

Cucina e ristorazione

  • Chef: 29-35$/h
  • Aiuto chef: 23$/h
  • Lavapiatti: 17$/h
  • Panettiere: 23-26$/h
  • Barista: 20-25$/h
  • Cameriere: 18-23$/h + mancia

 

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Hotel e case

  • Receptionist: 25$/h
  • Pulizie nei resort: 20-25$/h
  • Domestica: 22$/h
  • Baby sitter: 15-18$/h

 

Constructions

  • Muratore: 25$/h
  • Imbianchino: 30$/h
  • Demolizione: 25$/h
  • Carpentiere: 24$/h

 


*NB: si parla di stipendi lordi. La tassazione per i lavoratori Working Holiday, in Australia, è attualmente pari al 15%.


 

Racconti e testimonianze

Io il Working Holiday non l’ho ancora fatto, ma ci sto seriamente pensando. In questi mesi trascorsi tra Ho Chi Minh e Cambogia, infatti, ho avuto modo di stringere amicizia con tanti giovani – italiani e non – che mi hanno parlato, entusiasti, di questa incredibile esperienza.

 

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Tra questi, ad esempio, c’è Anna: lei ha iniziato lavorando come ragazza alla pari, guadagnando circa 400$ alla settimana (1600$ al mese), vitto ed alloggio spesato. Più tardi, lasciata Sydney alla volta di Griffith, ha trovato impiego in un’azienda vinicola, con stipendio accordato di 23$ lordi l’ora. S’è fatta il mazzo per mesi, oltre 10 ore al giorno, ma ha ottenuto il rinnovo del visto e adesso è di nuovo laggiù con tanti sogni e un bel gruzzoletto.

Veronica, un’altra mia amica, nei suoi primi due mesi a Darwin è passata dal picking al packing, con salario grosso modo invariato (19$ netti l’ora). Punta a stringere i denti fino a fine Settembre, così da avere abbastanza budget per esplorare Fiji, Filippine e Indonesia, e poi tornare a Melbourne per un lavoro d’ufficio.

Fabrizio, conosciuto durante la mia visita a “Viva la Vida Family”, al contrario delle altre non era interessato a prolungare di un anno la Visa. Così ha lavorato un po’ come cameriere, un po’ come aiuto chef, e adesso sta per tornare in Italia, con le tasche pesanti e un rullino di foto da Cambogia, Thailandia e Nuova Zelanda.

 

In conclusione 

Tirando le somme, forse l’Australia non è la “terra promessa”, ma di sicuro è una terra che promette bene e che fa ben sperare.

L’elevato costo della vita e l’investimento iniziale (visa fee, volo aereo, primi giorni d’ostello) vengono infatti più che compensati da stipendi veramente allettanti. Certo, c’è da piegare la schiena e rimboccarsi le maniche, ma con un po’ di sacrificio il Working Holiday Visa consente a noi giovani viaggiatori di lavorare e scoprire la terra dei canguri, metter soldi da parte, e reinvestirli in avventure in Oceania o nel Sud Est Asiatico.

 

Io penso proprio di farlo. E tu? 🙂

 


 

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