LETTERA DA UN LETTO

OVVERO: “LA BUONA DOMENICA DEL MIRAGGIO”

 

(15.10.17 – La Spezia, Italia)

Caro te,

 

C’è una generazione sconvolta, in questa città, dove parla la gente ma senza dir nulla.

Prendi stanotte ad esempio, a trascinarsi da una piazza ad un’altra, tra le facce di sempre e gli stessi discorsi, che bisogna ‘ser bravi, a far finta ogni volta – finta d’ascoltare, o capire, o che quella domanda non te l’abbian già chiesta.

E scorron le ore, e così il Montenegro, finché “s’è fatta una certa” e si va a casa bevuti e le chiavi son doppie davanti alla porta.

Poi il passo da zombie verso la camera, prima di togliere vestiti sorrisi mutande e gettarsi nel letto, gracili vermi nudi disperati e soli, sopra vecchie coperte che non sanno di niente.

Ed è proprio allora che cala il buio, ma non fuori, no, alle finestre il buio già c’è, io dico dentro, un piombo che scanna noi bestie portate al macello – così sale l’apnea ed i soliti dubbi, mentre il sonno d’un fianco sussurra all’orecchio

 

“Buona domenica”.

 

Lettera da un molo
Lettera da uno scooter

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