LETTERA DA HO CHI MINH #37

ovvero: “Rischiare tutto e ritrovare se stessi”

 

 

(24.06.18 – Ho Chi Minh, Vietnam)

 

Caro te,

 

Stanotte Renier ha fatto i bagagli, ha scritto una dedica sulla lavagna, ed è uscito dal retro svanendo nel buio del distretto.

Con lui, devo ammettere, non ho avuto modo di legare un granché. Eppure la sua storia, come altre decine raccolte in ‘sti mesi, è davvero incredibile – così ho deciso di prender la penna e di raccontartela.

Renier ha trent’anni, è sudafricano, e ha insegnato inglese ai bambini del nord della Thailandia. Lasciato il lavoro per inseguire la fiamma dell’epoca, ha viaggiato per anni nel Sud Est Asiatico – Laos, Birmania e i soliti posti.

Nel 2016, il caso e la strada l’han fatto arrivare a Koh Rong, con appena 15$ nel suo portafoglio. Lui non s’è fatto prender dal panico, direi anzi il contrario – ne ha spesi 10 per una pizza, e 5 per un’ultima notte in ostello.

 

Il mattino seguente, Renier era solo, dall’altra parte del mondo, senza soldi né tetto sopra la testa.

 

Ma siccome la vita premia i folli e gli audaci, poche ore più tardi un vecchio ha attaccato bottone, l’ha ascoltato parlare, e senza pensarci gli ha offerto un contratto nel suo ristorante.

Due anni dopo quel giorno, Renier ha ripagato i suoi debiti, ha scoperto i segreti della Cambogia, e da oggi è una mina vagante tra i villaggi del Vietnam.

 

Non so se la sua sia stata fortuna o pazzia, ma credo proprio che il mondo faccia vincere chi, come lui, ha il coraggio di rischiare tutto e trovarsi col culo per terra.

 


 

 

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