LETTERA DA HO CHI MINH #29

OVVERO: “VENDITORI DI STRADA IN VIETNAM”

 

(15.03.18 – Ho Chi Minh, Vietnam)

 

Caro te,

 

Con oltre sette milioni di scooter in giro per la città, è naturale che strade e quartieri sian pieni di vita, di voci, di teste e stranezze e fiati ed idee e persone che sfruttan l’ingegno per gonfiare le tasche.

Perciò oggi ti parlerò di lavori diversi, che vanno “di moda” soltanto quaggiù, lavori che nascono sui marciapiedi e che muoion la sera, svanendo nel nulla senza lasciare scontrino né indirizzo né traccia.

Fossi a spasso con me, vedresti là sulla destra una vecchina in sedia a rotelle, a vender biglietti della lotteria proprio sotto al semaforo. La guarderesti perplesso, rammaricato, scoprendo però che anziani e disabili non hanno mica altra scelta – questo è l’unico modo d’incassare qualcosa, pagarsi le cure e scampare alla fame.

Poco più avanti, sulla sinistra, noteresti invece quattro arzille signore accucciate per terra, a potare ciuffi ed aiuole e a legare rametti per farne due scope, i volti nascosti dalle ombre dei tronchi e da cappelli di paglia.

Dal lato opposto dell’incrocio sentiresti poi vibrare le grida di parcheggiatori, ambulanti, di chi monta chioschi abusivi per vendere frutta, del tale che rovista i bidoni cercando valori, di altri che allungano succhi ghiacciati a motociclisti sfiniti al sole.

E infine, a pochi passi da noi, un barbiere simpatico t’inviterebbe a sederti, in fronte una torcia per studiare la chioma, nelle mani forbici e specchio (retrovisore, del motorino) per aggiustar le basette.

 

Ecco, fossi con me succederebbe questo. Ma siccome son solo, toccherà a me fare da cavia – mi auguro almeno che non faccia disastri.

 

 

Lettera da Ho Chi Minh #28
Lettera da Ho Chi Minh #30