LETTERA DA HO CHI MINH #25

OVVERO: “TRA BENEFICENZA E BANH MI”

 

(02.03.18 – Ho Chi Minh, Vietnam)
 
 
Caro te,
 
La verità non è altro che questa: se cerchi davvero, le storie finiscono per sbatterti addosso.
 
Qualche ora fa, ad esempio, sono sceso in strada per farmi un panino – “banh mi” lo chiamano qui, prendon mezza baguette la tagliano e ci ficcano dentro paté di pollo, verdure, maionese e pancetta.
 
Mentre ero lì ad aspettare, s’è avvicinato a me il proprietario, un sessantenne slanciato col nome di Minh – “come il buon Ho Chi” ha detto indicando un cartellone stradale.
 
Minh se n’è andato dal Vietnam ch’era ancora bambino, e per più di trent’anni ha lavorato come ingegnere tra Nuova Zelanda ed Australia. Dopo aver fatto soldi s’è poi ritirato, è tornato a Saigon e ha deciso di rilevare l’attività ed il personale.
 
“Abbiamo cominciato tre anni fa. Da allora, riusciamo a dare lavoro ai ragazzi che vedi e a girare i profitti in beneficenza – asili, orfanotrofi, recupero farmaci e supporti per persone in sedia a rotelle”.
 
Gli ho chiesto per quale motivo lo faccia – “I think it’s now time to give back” ha risposto, sorridendo, allungandomi lo scontrino.

 

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