LETTERA DA HO CHI MINH #24

ovvero: “Khanh, il TPP e l’inglese in Vietnam”

 

 

(28.02.18 – Ho Chi Minh, Vietnam)

 

Caro te,

 

Ieri sera è arrivato un nuovo studente – Khanh, ventitré anni, capelli corti e faccia simpatica.

Khanh s’è laureato alla facoltà di scienze e tecnologie, trovando lavoro in azienda appena ricevuto il diploma. Qualche mese fa ha deciso però di rinunciare al salario e s’è licenziato, ché vuole darsi del tempo per capire cosa fare da grande.

Devi sapere che qua dentro è l’alunno con il livello d’inglese migliore di tutti – gli ho chiesto come abbia imparato, m’ha risposto che è andato avanti per anni a suon di documentari e serie tivvù americani.

Khanh mi ha raccontato che, da quando il Vietnam ha firmato il TPP (“Partenariato Trans-Pacifico”), moltissimi ragazzi della sua età hanno iniziato a spaccarsi la schiena pur di migliorare la lingua e darsi una chance. Ed ora lui, sentimi bene, ha in mente d’aprire un corso su internet per aiutare i più piccoli a fare altrettanto.

“A scuola s’insegna l’inglese allo stesso modo della matematica: cancellino e gessetto per dirti che A + B è uguale a C. Ma c’è qualcosa di sbagliato in questo sistema, tant’è che lontano dalla lavagna solo pochi sono davvero capaci di aprire la bocca!” – io sto zitto alzo il mento ci penso, non so mica dargli torto in effetti.

Khanh ha poi concluso dicendo d’essere qui per lavorare sulla pronuncia e che, non appena l’avrà perfezionata, proverà una volta per tutte a realizzare il proprio progetto.

“La vita per me è un continuo esperimento: io non sono altro che la cavia di me stesso. Quindi, ecco, non ho idea di cosa succederà nei prossimi mesi, ma s’è fatto ormai tempo di cominciare a darci dentro”.

 

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