LETTERA DA OUDONG

OVVERO: “STUPA E PAGODE NELL’ANTICA CAPITALE DELLA CAMBOGIA”

 
 

(26.04.18 – Oudong, Cambogia)

 

Caro te,

 

Poco fuori Phnom Penh, fai 40 minuti di guida, c’è un antico villaggio che i locali chiamano Oudong.

Per circa tre secoli, gli Angkor scelsero Oudong come capitale del regno, salvo poi spingersi ad est nel tardo ‘800 e diventare di fatto una colonia francese.

Dopo le bombe di Nixon e la guerra coi Rouge, la città è andata per gran parte distrutta, al punto che ad oggi resta nient’altro che un monastero, qualche pagoda, e una serie di tombe ed altissimi stupa.

Lo stupa più bello, te lo confermo, si trova in cima ad una salita di 500 gradini. Certo, se il termometro segna quaranta una bestemmia ti scappa, ma una volta lassù la vista è pazzesca – il Buddha ha scelto davvero un bel posto per seppellire le proprie reliquie.

Mentre ero lì a boccheggiare, sfinito e sudato all’ombra d’un muro, sono arrivati due bimbi, scalzi magri e piuttosto spigliati.

D’accordo, non abbiam scambiato parola, ma siamo rimasti insieme tutto il mattino, a giocare sul pavimento con gusci di uova e scorze d’arancio.

E indovina? È stata l’ennesima conferma che non sempre servono frasi o lingue comuni per riuscire ad intendersi e divertirsi.

 

 

Lettera da Koh Rong Samloem
Lettera da Kampong Chhnang