LETTERA DA KAMPOT

OVVERO: “LUNGO LE STRADE DELLA CAMBOGIA”

 

 

(18.04.18 – Kampot, Cambogia)

 

Caro te,

 

Esistono immagini, foto che proprio non son riuscito a scattare, ritratti impressi da ore nella mia testa.

 

Sai, la strada t’incalza, e io vado di fretta, ma è come se ancora ce li avessi davanti

i vecchi che giocano a carte,

i fratelli seduti sul tronco,

la bimba che corre in pigiama,

l’altra a lavarsi in giardino,

chi senza le brache annaffia la palma,

chi esausto si corica all’ombra,

e poi i campi, le amache, il rustico,

la frutta che puzza,

la carne che sgrassa,

mercati affollati in cui ti guardan passare,

mani che s’agitano ma non san cosa dire,

e quei furgoni veloci,

che sbandano in curva,

alzando polveri di terra e d’asfalto,

a travolger le facce di chi guida di fianco

e le code dei cani più magri del mondo.

 

Oggi ‘ste foto purtroppo mi mancano, ma non è forse scrivendo che certi momenti duran più a lungo?

 

 

Lettera da Kep
Lettera da Sihanoukville