L’isola di Langkawi, Malaysia

Un arcipelago fatto di ponti, spiagge e leggende

 

 

Langkawi, Malaysia. Luglio 2018

 

 

 

Dopo una settimana trascorsa a Kuala Lumpur, ho spostato lo sguardo verso nord, alla ricerca di sole, mare e di spiagge tropicali.

Tra le varie mete disponibili, la scelta più sensata m’è parsa Langkawi, chiamata da molti “il gioiello del Kedah”, e distante da KL appena 45 minuti di aereo.

Così ho prenotato, bungalow in legno e scooter per esplorare la zona, e ho iniziato a far conoscenza con quest’isola, famosa in tutto il Sud Est Asiatico.

Ma di preciso, che cos’ha di tanto speciale Langkawi, al punto da aver convinto me (e 3 milioni di turisti soltanto lo scorso anno) a comprare un biglietto per venire fin qua? Bene, te lo spiego subito.

 

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L’isola di Langkawi e l’arcipelago

Langkawi è un arcipelago nel Mar delle Andamane (parte dell’Oceano Indiano), composto da 99 isole tra le quali Pulau Langkawi è, appunto, la più estesa e civilizzata.

 

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Nonostante i suoi 25 kilometri scarsi di lunghezza, sull’isola si posson trovare foreste, montagne, cascate, animali e vegetazione tropicali e spiagge cristalline. La popolazione è di grosso modo 70 mila abitanti, per il 90% di origine malese.

 

 

Langkawi tra mito e leggenda

A Langkawi, ogni fenomeno naturale di terra o di mare viene sempre associato ad una leggenda proveniente dal passato.

Per fare un esempio, si narra la storia di Mahsuri, donna musulmana accusata di adulterio 200 anni fa. Una volta catturata, venne legata ad un albero e pugnalata a morte, nonostante fosse in realtà innocente. Secondo il mito, in punto di morte la donna maledisse l’isola per sette generazioni e il suo sangue – bianco, a riprova della sua castità – ricoprì l’intera spiaggia. Ecco quindi il perché del colore della sabbia sulle coste di Langkawi.

 

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Altra storia molto diffusa ha origine a Ayer Hangat, un villaggio nel nord-est dell’isola. Secondo la leggenda, i due giganti Mat Cincang e Mat Raya ebbero un litigio durante il matrimonio dei rispettivi figli –  il figlio di Cincang con la figlia di Raya. Lo scontro degenerò, al punto che i due padri iniziarono a lanciarsi a vicenda pentole, piatti e brocche d’acqua bollente. Alla fine della rissa, i due giganti si trasformarono in montagne (chiamate ancora oggi “Mat Cincang” e “Mat Raya”) e l’acqua versata diede vita alla sorgente termale più famosa dell’isola.

Oltre a questi due miti, esistono decine di altre narrazioni che spiegano nomi di cave, porti, colli, villaggi presenti a Langkawi. Si è liberi di storgere il naso, ma sono racconti che regalano qualcosa di magico ad ogni paesaggio.

 

 

Terra di pirati e di invasioni

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Per secoli Langkawi fu casa di pescatori, naviganti e pirati. Tuttavia, nel 1821 l’esercito Siamese invase la regione del Kedah, inclusi l’arcipelago e la sua principale isola. Nel giro di un anno, i Siamesi conquistarono Langkawi, uccidendo i capi locali e riducendo a schiavi gli abitanti della zona.

Dopo essere tornata in mani malesi nel 1937, l’isola cadde sotto il controllo – indovina? – britannico – e ti pareva – a partire dal 1909. Con l’indipendenza del 1957, Langkawi entrò a far parte della Federazione della Malaya prima e dell’attuale Malaysia poi.

 

 

L’isola di Langkawi oggi

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Dal 2007, l’arcipelago ha ottenuto il riconoscimento UNESCO “World Geopark” (“Geoparco Globale”), per l’incredibile eredità e varietà geologica dell’area. Questo status, assieme a crescenti investimenti e promozione/riqualificazione del territorio, hanno reso Pulau Langkawi una delle isole più visitata dell’intera Malaysia.

Tra le varie attrazioni presenti, il Langkawi Sky Bridge è quasi certamente la più spettacolare. Un ponte pedonale lungo 125 metri, sospeso a 660 metri dal mare, sul quale non più di 250 persone alla volta possono camminare e osservare dall’altro la costa e la giungla.

 

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Ecco, forse non proprio adatto per chi soffre di vertigini 😉

 


 

 

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