CAMBOGIA IN MOTO, ITINERARIO PER 20 GIORNI

Tappe, attrazioni e consigli di viaggio

 

 

Kampong Cham, Cambogia. Maggio 2018

 

 

È risaputo: esistono modi diversi per esplorare un paese. C’è chi sceglie la macchina, chi il treno, chi i tour organizzati e chi addirittura non fa altro che muoversi a piedi. Personalmente, per il mio viaggio in Cambogia ho scelto la moto.

Nelle comunità di backpackers del Sud Est Asiatico, infatti, in molti consigliano di esplorare le terre Khmer sulle due ruote. Dopo un paio di settimane di strada, e oltre un migliaio di kilometri già messi alle spalle, mi sento di confermare la cosa.

Un’esperienza non per tutti, forse, capace però di allontanare dai sentieri battuti, dal “turismo di plastica”, e spingere lontano, nel cuore più caldo, polveroso e remoto della Cambogia.

 

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Come e dove noleggiare uno scooter in Cambogia

Premessa: per il mio roadtrip in Cambogia non ho noleggiato alcun mezzo. La moto sulla quale ho viaggiato, una Honda Win 110cc di seconda – più probabilmente ventesima – mano, l’ho comprata a Ho Chi Minh da un reporter olandese. Di dubbia età e provenienza, il mio gioiellino ha retto comunque per tutto il tragitto, nonostante abbia bucato due volte e abbia avuto qualche problemino con l’impianto elettrico.

Chiusa parentesi. Adesso, per chi arriva dall’Europa e non è minimamente intenzionato a comprare una moto, esistono soluzioni alternative e decisamente economiche. Se si atterra a Phnom Penh, l’opzione migliore è recarsi presso “Lucky Lucky! Motorcycle Shop”, travel agency che offre servizi di noleggio scooter per viaggiatori, turisti ed expats.

 

I prezzi per motociclette con cambio manuale sono:

  • Al giorno = 4$ (3.5€) per cambio manuale, 5$ (4€) per cambio automatico
  • A settimana = 25$ (20€) per cambio manuale, 30$ (25€) per cambio automatico
  • Per un mese = 60$ (50€) per cambio manuale, 70$ (58€) per cambio automatico

 

Per chi atterra a Sihanoukville o Siem Reap, il consiglio è di informarsi direttamente tramite il proprio ostello o albergo. Con ogni probabilità verrà richiesto di lasciare un documento personale – solitamente ID o passaporto – come garanzia, quindi è sempre bene accertarsi con un locale dell’affidabilità del rental shop. Qui potete trovare una guida più dettagliata su come noleggiare uno scooter nelle principali città della Cambogia.

 

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Pronti, partenza.. Kampuchea! (Cambogia in moto, itinerario)

Ora che il serbatoio è pieno e la moto è pronta a partire, non resta che definire il percorso e le tappe da compiere. L’itinerario mostrato in questo articolo è pensato per un viaggio di 20 giorni. In base alle esigenze, si può rinunciare ad alcune mete, aggiungerne altre, o scegliere tratte alternative – il bello della strada è che ognuno la vive a proprio modo!

 

Giorno 1-3: Phnom Penh

Capitale delle Cambogia, Phnom Penh merita almeno tre giorni per essere visitata adeguatamente. Se si viaggia da soli, è preferibile muoversi in città con la moto, a maggior ragione se il proprio alloggio è lontano dal centro. Per quanto tipici e folkloristici, i tuk tuk possono infatti diventare una “tassa” se utilizzati per ogni singolo spostamento.

Le principali attrazioni a Phnom Penh sono: i templi di Wat Phnom e Wat Ounalom, il Royal Palace, il riverside, il museo nazionale e i mercati all’aperto. Da non perdere, per chi è interessato a comprendere la storia del genocidio avvenuto durante gli anni ’70, il Tuol Sleng Museum e i Killing Fields di Choeung Ek.

 

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Giorno 4-6: Phnom Penh – Kep (160km, 4½h), Kep

Non appena si esce dalla capitale, ci si accorge presto che le autostrade cambogiane sono parecchio diverse rispetto alle nostre. Il consiglio quindi è di muoversi verso sud, in direzione Kep. Una guida di circa quattro ore che è, a mio avviso, utile a prendere dimestichezza con il traffico e l’asfalto – tutt’altro che immacolato – della Cambogia.

Arrivati a Kep ci si può rilassare in spiaggia, in ostello, oppure organizzarsi per visitare Kaoh Tonsay, una splendida isola a pochi kilometri dalla costa. Personalmente – causa acquazzone – non ho avuto modo di farlo, e ho trascorso invece il mio tempo rilassandomi in una guest-house e assaggiando frutti di mare al mercato del pesce.

 

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Giorno 7: Kep – Kampot (30km, 1h)

Tappa intermedia sulla via per Sihanoukville è Kampot, una cittadina dormiente con decine di ostelli economici e discreti piatti locali. La provincia di Kampot è infatti famosa per le coltivazioni di pepe, uno dei più noti e apprezzati a livello mondiale. Per quanto mi riguarda, confesso, non abbastanza speziato per risvegliarmi dal torpore della città – ottima se ci si vuole rilassare, noiosa se non si trova nulla da fare.

 

Giorno 8: Kampot – Otres Beach (150km, 6h)

Splendida, splendida, splendida giornata di guida! Partendo alle 7 di mattina da Kampot, si riesce a raggiungere il parco naturale “Preah Monivong Bokor” prima di navette e chiassosi bus turistici. La guida è tutta in salita, ma una volta in cima è possibile visitare le cascate Popokvil, il Lok Yeay Mao Monument, la vecchia chiesa cattolica e il tempio di Wat Sampove Pram.

Nel tardo pomeriggio, si riscende a valle e si prosegue fino a Otres Beach, in tempo per il tramonto.

 

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Essendo stato sia a Otres che a Sihanoukville, mi sento di consigliare – tanto per la spiaggia quanto per il pernottamento – la prima alla seconda, diventata oramai un cantiere a cielo aperto per via degli investimenti cinesi.

 

Giorno 9-11: Otres Beach – Koh Rong

Tempo di isole, mare e spiagge tropicali. Di solito gli ostelli in Otres Beach consentono di parcheggiare lo scooter all’interno della propria struttura, così da esser liberi di godersi le isole senza ansie né stress. Alla peggio, lasciate qualche dollaro al proprietario per ripagarlo della cortesia!

I traghetti per Koh Rong partono da Sihanoukville ogni 30 minuti, la maggior parte con destinazione finale Koh Toch Village. L’isola è al momento ancora poco servita – non ci sono ospedali né ATM – quindi è bene organizzarsi di conseguenza. In compenso, le spiagge non mancano affatto. Long Set Beach, Nature Beach, Sok San Beach e Lonely Beach sono soltanto alcuni dei migliori spot in cui stendersi a prendere il sole.

 

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Giorno 12-13: Koh Rong – Koh Rong Samloem

Se non si è ancora sazi di mare, o si vuole cercare quiete lontano dai party di Koh Rong, mezz’ora di ferry connette l’isola alla sua sorella minore, Koh Rong Samloem. Più adatta a coppie e famiglie, Samloem è infatti la versione meno caotica e godereccia della gemella più grande. Una giornata e mezzo è sufficiente a vedere le principali spiagge – Saracen Bay, Sunset Beach, Lazy Beach – e per vedere il plankton luminescente in tarda serata.

 

Giorno 14: Koh Rong Samloem – Otres Beach – Oudong (250km, 5½h)

Ricaricate le pile sulle amache in spiaggia, giornata più stancante e per così dire “preparatoria” per le tappe finali. Rientrati a Otres Beach con il primo battello della mattina, è tempo di riprendere lo scooter e dirigersi a nord, in direzione Oudong. Come già scritto qualche giorno fa, Oudong è una delle antiche capitali dell’impero Khmer. Una tappa che personalmente non mi sento di escludere, specie perché si trova sulla strada per Siem Reap – e per questo ottima zona in cui fermarsi a dormire.

 

Giorno 15-19:  Oudong – Siem Reap (280km, 6½h), Siem Reap

Ultima prova di forza, con una guida lunga ma non particolarmente difficile attraverso le province di Skun, Stuen Saen e Kampong Kdei, nel versante settentrionale del Tonle Sap. Partendo all’alba si riescono a evitare le ore più calde, esplorare i piccoli villaggi e mercati lungo la tratta, e arrivare a Siem Reap in tempo per acquistare i biglietti per Angkor.

 

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Nei giorni successivi, incetta di templi e rovine nel sito archeologico, immancabile visita al mercato notturno e, per gli infaticabili, escursione di mezza giornata nei villaggi galleggianti del Tonle Sap.

 

Giorno 20: Siem Reap – rientro a Phnom Penh (300km, 6½ h)

Semplicemente: tempo di rientrare a Phnom Penh, consegnare la moto, e salutare la Cambogia dopo uno stancante ma incredibile roadtrip di tre settimane! 🙂

 

 


 

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